Comunicato stampa: MA FRANCESCO, PAPA DI ROMA, SA QUEL CHE DICE?

COMUNICATO STAMPA 8-2021 QUANTO HA DETTO SU ABORTO E EUTANASIA ‘NASCOSTA’ È OFFENSIVO DEGLI OPERATORI SANITARI, UCCIDE LA COMUNICAZIONE E SVILISCE LO STESSO RUOLO ISTITUZIONALE   Ma il papa di Roma Francesco sa quel che dice? Quanto affermato dal Papa di Roma nel suo discorso alla Pontificia Accademia per la Vita del 27 settembre 2021, poco dopo il successo del Referendum di San Marino per legalizzare l’aborto in quel paese, sbalordisce e lascia increduli. 

Comunicato Stampa: CON MAGGIORANZA SCHIACCIANTE ANCHE SAN MARINO LEGALIZZA L’ABORTO

COMUNICATO STAMPA 7-2021 CON MAGGIORANZA SCHIACCIANTE ANCHE SAN MARINO LEGALIZZA L’ABORTO: la Waterloo dell’etica della sacralità della vita San Marino è uno Stato piccolo ma il voto al Referendum ha un significato estremamente grande! La vittoria del Referendum per legalizzare l’aborto è un risultato eccezionale, sia perché scompare uno degli ultimi baluardi del divieto d’aborto in Europa (i rimanenti sono Malta, Andorra, e Vaticano) sia perché la maggioranza è stata schiacciante: 77,3% contro 22,7%.

Comunicato stampa: SPLENDIDO IL RISULTATO SULLA RACCOLTA FIRME PER IL REFERENDUM EUTANASIA.

È LA SOLIDARIETÀ UMANA ALLA BASE DELLA LICEITÀ DELL’EUTANASIA, NON L’INDIVIDUALISMO. Splendida è la notizia che già ci sono 500.000 firme per il Referendum sull’eutanasia, e che ora si punta al raddoppio! La spinta propulsiva aperta dal Referendum sul divorzio (1973) non ha perso vigore. Sembrava impossibile riuscire a raccogliere il numero minimo di firme d’estate e per di più in periodo di Covid, e invece in metà tempo già si è raggiunto l’obiettivo: un miracolo! Forse la pandemia ha abbattuto vecchi tabù sul morire e fatto superare gli ultimi ostacoli. A fronte di un tale eclatante risultato stupisce, e non poco, che la Conferenza episcopale Italiana (Cei, cfr. Nota del 18 agosto 2021) si sia limitata a esprimere solo “grave inquietudine”. Se si considera che quel risultato comporterebbe nientemeno che la “sconfitta dell’umano”, più che una reale e convinta condanna, quelle parole rappresentano una blanda difesa d’ufficio della tesi tradizionale. Lo si doveva fare, e si sono usate le solite parole di rito che van sempre bene e sono scontate e un po’ trite. Se avessero davvero voluto opporsi al risultato, più che essere solo inquieti cioè un po’ turbati, i vescovi avrebbero fatto meglio a dire di essere sconvolti, sconcertati, sgomenti, attoniti, stupefatti, atterriti. Stupisce anche che per la Cei le 500.000 firme raccolte rappresenterebbero la “vittoria di una concezione antropologica individualista e nichilista”: così facendo la Cei rimanda alla tesi che sia l’individualismo egoista di chi sta bene e guarda solo sé stesso a sostenere l’eutanasia: questo individualismo impedirebbe di vedere l’altro e le sue esigenze, e così consente a chi è fragile e ha maggiori esigenze di cura la possibilità di togliere il disturbo con l’eutanasia. L’antropologia solidale e altruista, al contrario, proprio perché presterebbe maggiore attenzione alle esigenze altrui, porterebbe a sostenere la morte naturale e le cure palliative come alternativa all’eutanasia. Quest’argomento della Cei è invalido, perché in realtà è vero proprio il contrario: alla base della richiesta di eutanasia sta la solidarietà umana per chi non ha più scampo e ha diritto di uscire dalla vita con dignità e senza soffrire. Le cure palliative sono un presidio importante ma non sempre bastano a evitare al morente la situazione infernale. Più che un’alternativa all’eutanasia, esse sono complementari: si comincia con la palliazione, e se funziona, bene! Se non basta, e l’interessato lo chiede si passa all’eutanasia. È l’interessato che sceglie e decide: chi altro?!? Non è però l’egoismo individualista che porta a accettare e avallare questa scelta, bensì la solidarietà umana: quella che ci porta a capire le sofferenze dell’altro e a avere rispetto anche della sua scelta di chiudere subito. È l’amore per l’altro che ci fa fare un passo indietro rispetto al nostro desiderio immediato (egoistico) di averlo sempre con noi. Autonomia individuale e solidarietà convergono. È vero proprio il contrario di quel che suppone la Cei, perché è antropologia individualista quella che porta una persona a essere così convinta che la propria individuale (e astratta) concezione della vita valga sempre e comunque per tutti da non riuscire né a capire che l’altro ha sofferenze infernali né a rispettare le sue scelte più intime. Molti pro-vita sono individualisti in questo senso perché sono così centrati su di sé e sulla propria ideologia da credere di aver titolo di imporre all’altro di vivere a tutti i costi, anche quando questi è ormai nella condizione infernale e non ne può più. È chi è solidale con gli altri che è pronto a ascoltare le esigenze di chi soffre, e sa capire anche quando chi è più fragile non sopporta più ulteriori sofferenze e vuole che la sua autonomia sia rispettata, anche eutanasica. La Cei sbaglia quando afferma che le 500.000 firme raccolte rappresentano la vittoria dell’individualismo nichilista: esse invece sono il segno che finalmente la solidarietà umana si estende fino alla fine della vita e si coniuga con l’autonomia individuale per evitare ai morenti disumane sofferenze infernali. Continuare a sostenere il contrario è insistere in un’ideologia vitalista che (per contrapposizione all’individualismo “nichilista”) si potrà anche chiamare “tuttista”, ma apporta solo ulteriori dolori e nessun rispetto per le scelte personali più intime. Maurizio Mori Presidente Consulta di Bioetica Onlus

Comunicato stampa: in memoriam di PAOLO AUGUSTO MASULLO

La Consulta di Bioetica è profondamente addolorata per l’improvvisa morte del collega e socio Paolo Augusto Masullo. Il collega Masullo è stato per molti anni professore di antropologia filosofica e di filosofia morale in Basilicata dove ha contribuito a diffondere in modo pionieristico i temi della bioetica laica. Anche grazie al suo insegnamento e alla sua attiva partecipazione si è giunti all’apertura della sede lucana della Consulta di Bioetica, coordinata dalla dottoressa Alessia Araneo. Il collega Masullo ha posto al centro dei suoi studi e delle sue riflessioni etico- filosofiche le categorie della relazione e della affettività quali tratti distintivi dell’essere umano: sviluppando queste tematiche ha tenuto il suo ultimo corso su “Etica e bioetica degli affetti” presso l’Università Federico II di Napoli: un titolo che bene sintetizza i suoi sforzi, le sue passioni e gli esiti delle sue fatiche intellettuali. La Sezione lucana della Consulta di Bioetica continuerà a tenere vivi gli insegnamenti del Collega Masullo, e in questo momento di lutto la Consulta di Bioetica tutta si stringe al dolore della moglie Francesca, dei familiari, degli allievi e degli amici tutti, e porge le più sentite condoglianze. Maurizio Mori Presidente