Etica, Bioetica e Intelligenza Artificiale: a Urbino la quarta edizione della Summer School promossa dalla Consulta di Bioetica

Dal 24 al 29 agosto 2026 l’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” ospita la quarta edizione della Summer School Etica, Bioetica e Intelligenza Artificiale. Nuove responsabilità nella società contemporanea, dedicata quest’anno al tema “Governare il futuro tra innovazione tecnologica e responsabilità condivisa”.

Anche per questa edizione la Consulta di Bioetica è tra gli enti organizzatori, insieme a SIpEIA (Società Italiana per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale), all’Università di Urbino e al Master in Bioetica, Pluralismo e Consulenza Etica dell’Università di Torino, con il patrocinio dell’Ordine dei Medici di Pesaro e Urbino e dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche.

Cultura e catastrofe. Dal Novecento a oggi

Un ciclo di incontri dal titolo “Cultura e catastrofe. Dal Novecento a oggi” si tiene a Costalta di Cadore (Belluno), un piccolo paese dolomitico di 400 abitanti abbarbicato a 1.300 metri sul dorso del Monte Zovo. Il ciclo di quest’anno, sotto la direzione scientifica di Massimiliano De Villa, inizia il 5 agosto con Francesca Albanese e prosegue con altri incontri di sicuro interesse, tra cui quelli con Simonetta Gola, vedova ed erede spirituale di Gino Strada, e con Adriano Sofri.
Agli incontri partecipano diversi membri della Consulta di Bioetica, e durante gli eventi sarà possibile iscriversi all’Associazione.

B - Consulta di Bioetica

La Consulta di Bioetica risponde al Position Paper della SICP

LA CONSULTA DI BIOETICA RISPONDE AL POSITION PAPER DELLA SICP SUL RAPPORTO TRA CURE PALLIATIVE E SUICIDIO MEDICALMENTE ASSISTITO – Comunicato Stampa – La Consulta di Bioetica prende posizione sul Position Paper della Società Italiana di Cure Palliative (SICP), che propone una separazione etica e clinica tra cure palliative e suicidio medicalmente assistito, escludendo i palliativisti dalla fase attuativa di quest’ultimo. La Consulta non condivide questa impostazione: il percorso che conduce una persona a richiedere il suicidio medicalmente assistito si sviluppa all’interno della relazione di cura e non può essere scisso da essa. Interrompere tale relazione nel momento decisivo equivale, nella sostanza, ad abbandonare il paziente.

Ivan Notarangelo commenta su la Repubblica il documento della Consulta sulla SICP

Su la Repubblica del 24 giugno ricostruite le linee di tensione principali tra la Consulta di Bioetica e la SICP: il ruolo dei palliativisti nella fase attuativa del suicidio medicalmente assistito, il rischio di paternalismo insito nel concetto di “libertà autentica”, e il vuoto legislativo che lascia alla magistratura il compito di definire, caso per caso, un diritto che il Parlamento continua a rimandare. (la Repubblica, 24 giugno 2026)

La Consulta di Bioetica aderisce alla campagna “PMA per tutte”

La Consulta di Bioetica ha aderito alla campagna PMA per tutte, promossa dall’Associazione Luca Coscioni, che chiede la modifica dell’articolo 5 della Legge 40/2004 per garantire l’accesso alla procreazione medicalmente assistita indipendentemente dallo stato civile o dall’orientamento sessuale. La normativa vigente esclude tuttora le donne single e le coppie dello stesso sesso, costringendo molte di loro a ricorrere a costosi percorsi all’estero. Rimuovere questi ostacoli significa riconoscere la piena autonomia riproduttiva della persona, in coerenza con i principi di uguaglianza e dignità che la Consulta di Bioetica ha da sempre posto al centro della propria riflessione.

Fine vita, tra vuoto legislativo e supplenza giudiziaria

Nel numero di giugno 2026 di Sindacato Oggi – la rivista del SPI-CGIL Belluno – il dr. Davide Mazzon, membro del Consiglio Direttivo della Consulta di Bioetica, ricostruisce il quadro normativo e giurisprudenziale sul fine vita in Italia: dalla Legge 219/2017 sull’autodeterminazione nelle scelte sanitarie, alla sentenza Cappato-DJ Fabo del 2019, fino al disegno di legge dell’attuale maggioranza, che appare un passo indietro rispetto ai criteri fissati dalla Corte Costituzionale. In presenza di un Parlamento immobile e di un orientamento favorevole della grande maggioranza degli italiani, Mazzon si interroga sulla possibilità che questa legislatura sia in grado di produrre una legge adeguata sul suicidio assistito.

Un ricordo di Carlo Flamigni

Marina Mengarelli Flamigni ricostruisce, su Il Buongiorno, la figura di Carlo Flamigni, socio fondatore della Consulta di Bioetica, medico e ginecologo che a Bologna ha attraversato decenni decisivi per l’autodeterminazione delle donne – dalla contraccezione alla procreazione medicalmente assistita –  praticando una medicina fondata sull’ascolto e sul rispetto della persona. Un profilo che intreccia impegno scientifico, bioetica e vocazione civile. (Il Buongiorno, 25 giugno 2026)

Diritto di morire, dovere di ascoltare

Piergiorgio Donatelli torna sul dibattito del fine vita con un intervento pubblicato oggi su Il Dubbio. A partire dalla legge 219/2017 e dalla sentenza costituzionale n. 242/2019, l’articolo esamina il progressivo riconoscimento del suicidio medicalmente assistito nell’ordinamento italiano e discute criticamente il recente Position Paper della Società Italiana di Cure Palliative, interpretandolo come un arretramento rispetto alle acquisizioni etiche e giuridiche degli ultimi anni. (Il Dubbio, 26 giugno 2026)  

Rimozione del manifesto anti-aborto a Cremona: l’intervento di Mario Riccio

Il dr. Mario Riccio, membro del Consiglio Direttivo della Consulta di Bioetica, interviene sul caso del manifesto anti-aborto, rimosso davanti all’ospedale di Cremona su iniziativa del sindaco. Riccio non contesta il diritto di espressione dei movimenti pro-vita, ma ne critica le modalità: sia il cartellone sia la veglia di preghiera del mercoledì — giorno in cui si svolgono abitualmente le interruzioni di gravidanza nello stesso ospedale — costituiscono, per collocazione e tempistica, una forma di pressione sulla donna che si reca a esercitare un diritto sancito dalla legge. Riccio chiede al sindaco di individuare uno spazio alternativo e sufficientemente distante dall’ospedale, affinché la libertà di espressione non si traduca in provocazione. (La Provincia di Cremona, 19 giugno 2026)