L’assistenza medica al morire mette in crisi l’identità professionale dei medici?

L’ASSISTENZA MEDICA AL MORIRE METTE IN CRISI L’IDENTITÀ PROFESSIONALE DEI MEDICI? di Lucia Craxì 17 LUG – Quotidiano Sanità Gentile Direttore, tre valori delle società democratiche occidentali rappresentano un’efficace lente per indagare il ruolo dei medici nel processo di cura e in particolare nell’assistenza medica al morire: tutela della vita, solidarietà e libertà.

Fine vita, il giudice Zagrebelsky invitato per la legge ligure

La Repubblica  – Genova 08/03/2024 di Matteo Macor Due mesi di percorso tra il primo passo già fatto in Regione, il via alle audizioni di inizio aprile, il probabile voto nella prima settimana di maggio e proprio oggi l’arrivo in commissione della lista di esperti invitati a discuterne. Prende forma, il cammino della proposta di legge sul fine vita, la misura che potrebbe fare della Liguria la prima Regione a varare “politicamente” prima ancora che “tecnicamente” un regolamento sul suicidio medicalmente assistito.

Il caso di Gloria e il diritto all’autodeterminazione nel fine vita – di Mario Riccio

Recentemente il tribunale di Treviso ha autorizzato una donna malata terminale di tumore a ricorrere al suicidio assistito. Ancora una volta, di fronte a una politica che latita, intervengono i giudici a garantire il diritto a una morte dignitosa. La testimonianza del medico che ha assistito Gloria nella sua libera decisione di togliersi la vita.
L’articolo di Mario Riccio uscito su Micromega

LA VITA AL TRAMONTO

Sabato 1 aprile ore 18.00 presso la Sala Caffè Letterario – Piazza del Popolo di Fermo (sotto l’Arco dell’Orologio) si terrà un Incontro con la cittadinanza sul tema della cura, della responsabilità e dell’autonomia nel fine vita

Comunicato stampa: BASTA DISCRIMINAZIONI INIQUE SULLE SOFFERENZE DEI MORENTI.

Torino, 9 dicembre 2022 COMUNICATO STAMPA 11-2022 BASTA DISCRIMINAZIONI INIQUE SULLE SOFFERENZE DEI MORENTI: LA COSIDDETTA “CINTURA PROTETTIVA DEI FRAGILI” SI TRADUCE IN OPPRESSIONE PER CHI SOFFRE MA NON RIENTRA NEI CRITERI STABILITI DALLA CORTE COSTITUZIONALE Un altro cittadino italiano, Massimiliano, 44enne toscano affetto da malattia neurodegenerativa, è stato accompagnato ieri da soci dell’Associazione Luca Coscioni in Svizzera per poter accedere al suicidio assistito, perché da anni sofferente senza però soddisfare tutti i criteri stabiliti dalla sentenza 242/19 della Corte Costituzionale sul caso Dj Fabo. In un video trasmesso da vari telegiornali (e visibile QUI) ha espresso con chiarezza le proprie ragioni: fortuna che c’è l’Associazione Coscioni che svolge ruolo di supplenza per alleviare sofferenze inaccettabili in una società civile.

Il caso di Archie. Fine-vita, meglio fare chiarezza

Il Corriere della sera di sabato 7 agosto 2022 ha dedicato spazio alla vicenda di Archie, il dodicenne la cui sospensione dei trattamenti è stata al centro di controversie. In tale servizio spiccava l’intervista alla dottoressa Mariella Enoc, presidente dell’ospedale vaticano Bambin Gesù, critica verso la decisione inglese: posizione che ha sollecitato la replica di Maurizio Mori. Pubblichiamo qui le diverse prospettive.