1° Convegno Nazionale per una Rete di insegnanti per la promozione della bioetica nelle scuole superiori

Sabato 23 Marzo 2019, a Torino, nell’aula Guzzo in via Po 18, alle ore 10:30, con puntualità sabauda, il professor Maurizio Mori, presidente della Consulta di Bioetica Onlus, ha aperto il Convegno, salutando i convenuti e coloro che hanno manifestato interesse per la Rete. Ha poi presentato gli obiettivi dell’iniziativa, che stanno nell’esigenza di coordinare gli insegnanti che nelle scuole dedicano attenzione alla bioetica proposta con atteggiamento “laico”, ossia quello di chi insegna in modo non precettivo e predilige l’argomentazione e la problematizzazione. È difficile, per ora, pensare a ulteriori precisazioni, ma già questo sarebbe molto: gli insegnanti interessati a questa prospettiva dovrebbero essere molti, e uno o due coordinatori per aggregare una quarantina di colleghi, sarebbe un ottimo inizio. Anche la vicepresidente di Itinerari laici, Greetje van der Veer, è tornata sul concetto di laicità, ribadendo come la laicità non sia assenza di spiritualità, quanto piuttosto corrisponda ad una dimensione di rispetto di ciascuna scelta religiosa. Ha illustrato le difficoltà presenti in Abruzzo a entrare nelle scuole. Situazione diversa è riscontrata in Sardegna, dove sono stati gli studenti stessi a chiedere l’intervento di soci dell’Associazione Walter Piludu: questa è stata l’esperienza raccontata da Marinella Maucioni, tesoriera della AWP, che sull’isola illustra sia nelle scuole che nelle università l’autodeterminazione. Daniela Truffo, del Ce.Se.Di (Centro Servizi Didattici) della Città metropolitana di Torino, ha ricordato la lunga (ventennale) collaborazione con la Consulta di Bioetica Onlus, ricordato come la proposta della bioetica in classe ha il pregio di offrire un momento di rottura della routine della didattica, e auspicato l’istituzione della Rete come fattore atto a consolidare il processo.

La collega Silvia Uggetti, che a Torino collabora col progetto “La Bioetica in Classe” della Consulta di Bioetica ha sottolineato l’importanza dell’importanza di un docente esterno per sollecitare la discussione, soprattutto quando si prospetta una riflessione filosofica al di fuori del prevalente approccio storico che sollecita problematiche non previste dalla didattica usuale. Sul piano operativo, la riflessione su temi di bioetica potrebbe essere proposta come alternativa all’ora di religione cattolica. Altra idea è quella di istituire una “rete di scuole” oltre alla “rete di insegnanti”, che potrebbe garantire maggiore solidità: proposta interessante ma che al momento si prospetta difficile da realizzare data l’esiguità delle forze.

Il collega Sergio Mazza, che a Alba-Bra è impegnato sul campo, mette in luce la centralità dei casi concreti come mezzo didattico per sollecitare il dibattito e la riflessione. In questa prospettiva il caso estremo può far emergere meglio il tipo di disaccordo. L’apporto di un bioeticista esterno alla scuola si rivela di grande utilità, perché spesso viene percepito come voce imparziale, ma è molto opportuno che l’insegnante stesso abbia dimestichezza con le problematiche bioetiche affrontate, così da preparare il terreno con un quadro preliminare che verrà poi approfondito dall’esperto esterno.

Elena Nave, che per anni ha coordinato il progetto della Consulta di Bioetica Onlus, ha ricordato quanto sia importante il catalogo annuale preparato dal Ce.Se.Di. che consente di far conoscere nelle scuole l’offerta di temi di bioetica, e propone che anche in altre realtà geografiche e culturali si pensi a qualcosa di analogo. Matteo Cresti, addottorato in filosofia morale e bioetica e impegnato come “esperto esterno” in molte scuole della città metropolitana di Torino, ha richiamato l’attenzione sull’interesse per la bioetica dei giovani degli istituti tecnici e professionali, che vanno coinvolti e per nulla esclusi.

Nell’ambito di una prima riflessione comune, è emersa la proposta di utilizzare la piattaforma Sofia, per proporre un corso di formazione per i docenti; l’esigenza di un approfondimento di ciò che si intende con “laicità”; l’opportunità di riconsiderare l’insegnamento della religione cattolica; e infine si è presentata la Dichiarazione di intenti per la fondazione della rete degli insegnanti da sottoscrivere nel pomeriggio.

Dopo una breve pausa pranzo, i presenti hanno siglato l’atto di costituzione della Rete, e i colleghi Veronica Lacquaniti e Elio Pizzo di Torino si sono resi disponibili al coordinamento della stessa. Ci si attende che altri colleghi con altra collocazione geografica si affianchino nell’azione tanto importante. Si è tornati a mettere in comune esperienze didattiche concrete, a parlare dell’ora di religione e della possibilità dell’ora alternativa; e di nuovo a scambi di vedute sul tema della “laicità”. Si è anche trattato il problema di eventuali libri di testo da usare, e di prospettare iniziative per i giovani degli istituti professionali e tecnici. Infine, si è pensato di fissare una linea operativa ben precisa a breve, in modo da poter cominciare a essere attivi già per maggio e giugno quando già si prospetta la programmazione per il prossimo anno scolastico. Il Convegno si è chiuso alle ore 16:30 come da programma, e il presente resoconto è stato steso da Francesco Dezani sulla scorta di appunti presi durante i lavori.

 

Marinella Maucioni, Gretjie van der Veer, Maurizio Mori

 

Marinella Maucioni, Gretjie van der Veer, Maurizio MORI
Marinella Maucioni, Gretjie van der Veer, Maurizio MORI

 

 

 

 

Daniela Truffo, Maurizio Mori, Gretjie van der Veer, Marinella Maucioni
Elena Nave
Sergio Mazza, Maurizio Mori, Pierantonio Sottile.

 

 

 

 

 

Daniela Truffo, Maurizio Mori e Gretjie van der Veer
Silvia Ugetti, Maurizio Mori, Gretije van der Veer, Marinella Maucioni.
workshop insegnanti

 

  

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