Resistere per (d)esistere – antropologia della morte volontaria
Il fine vita volontario (eutanasia e suicidio assistito) porta con sé problematiche stratificate, sia di natura legale che morale. Nonostante vi siano stati diversi tentativi per giungere ad una regolamentazione, in Italia queste pratiche sono attualmente illegali come stabilito dagli articoli 579 e 580 del codice penale. Quando si riflette su un tema che pone al centro la scelta premeditata di terminare un’esistenza entrano in gioco ideologie culturalmente stabilite, difficoltà giurisdizionali e opinioni personali. Per analizzare una pratica tanto densa bisogna andare oltre i riduzionismi e non soffermarsi sulla distinzione tra chi è favorevole e chi è contrario, è necessaria una riflessione che dia il giusto peso alle molteplici sfumature che spesso vengono dimenticate.
Niccolò Martini si laurea in Antropologia, religioni, civiltà orientali (2017) e successivamente in Antropologia Culturale ed Etnologia (2020). Negli anni universitari decide di specializzarsi in antropologia medica e nel corso di un anno di studi in Belgio si avvicina maggiormente al tema del fine vita, tanto che, tornato in Italia, decide di eseguire una ricerca su eutanasia e suicidio assistito per scrivere la sua tesi di laurea magistrale. Attualmente porta avanti la sua analisi sul fine vita volontario in Italia utilizzando le lenti concettuali offerte dalle Social Health Sciences.
Mario Riccio
Medico, anestesista-rianimatore, attualmente è Responsabile del Servizio di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Casalmaggiore (Cr) ,si interessa di temi di bioetica dall’inizio degli anni ’90, componente delle associazione Luca Coscioni e Consulta di Bioetica, più volte audito dalle commissioni di Camera e Senato circa le proposte di legge sul fine vita, ha scritto un libro, coautrice la giornalista scientifica Gianna Milano, prefazione del Prof. Stefano Rodotà: “Storia di una morte opportuna “ ( Sironi Editore,2008 ). Uno strumento per capire la vera vicenda Welby in tutte le sue componenti: umana, giuridica, etica, deontologica e mediatica, finora è stato relatore e/o organizzatore in più di 300 fra seminari, conferenze, pubblici dibattiti sulle tematiche bioetiche
Dal 17 al 23 maggio 2021 si svolgerà la quinta edizione di RiFestival – Un Altro Mondo è Possibile.
RiFestival è una rassegna culturale interdisciplinare che si propone di fare rete per mezzo della cultura, portandola di nuovo ad essere uno strumento politico di lettura, analisi e trasformazione del mondo.
1 thought on “RIFESTIVAL 2021 Un Altro Mondo è Possibile”
Esiste un ambito orfano: quello del fine vita dei bambini, dei minori che non possono decidere per sé.
Pochi se ne occupano, ma il problema per chi come me lo deve affrontare nel proprio lavoro, è fondamentale.
Anche la legge sulle DAT affronta male e superficialmente il tema nell’articolo 3.
Sarebbe utile aprire un confronto e un dibattito sul tema.
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Esiste un ambito orfano: quello del fine vita dei bambini, dei minori che non possono decidere per sé.
Pochi se ne occupano, ma il problema per chi come me lo deve affrontare nel proprio lavoro, è fondamentale.
Anche la legge sulle DAT affronta male e superficialmente il tema nell’articolo 3.
Sarebbe utile aprire un confronto e un dibattito sul tema.