“Su se stesso, sul proprio corpo e sulla propria mente,
l’individuo è sovrano.”

John Stuart Mill, La libertà

LA CONSULTA DI BIOETICA SUL FERTILITY DAY: I COMUNICATI STAMPA DELLA PRESIDENZA E DELLA SEZIONE DI PISA

Torino, 01 settembre 2016
Comunicato Stampa n. 08/2016


FERTILITY DAY: UN'INIZIATIVA IDEOLOGICAMENTE IPOTECATA PER UN RITORNO A UN TRISTO PASSATO

Il lancio del Fertility Day previsto per il 22 settembre prossimo è stato accolto da tante critiche che hanno consigliato di oscurare il sito del Ministero della Salute dedicato all'evento e forse ripensare l’iniziativa.

Eleonora Porcu, presidente del tavolo consultivo sulla fertilità del Ministero della Salute, si è meravigliata delle critiche «perché l'obiettivo del nostro lavoro di esperti a supporto del Ministero e di questo ministro […] era quello di fare conoscere la struttura del corpo degli uomini e delle donne e il suo funzionamento dal punto di vista riproduttivo». Ma se questo fosse l’obiettivo, perché non sollecitare l’educazione sessuale nelle scuole di ogni ordine e grado? Sarebbe più efficace e forse anche meno costoso!
La realtà è diversa e per capirla bisogna tornare al Piano Nazionale per la Fertilità del Ministero (137 pagine disponibili a http://www.salute.gov.it/ipubblicazioni) che si prefigge di:

1. Informare i cittadini sul ruolo della Fertilità nella loro vita […];

2. Fornire assistenza sanitaria qualificata per difendere la Fertilità […];

3. Sviluppare nelle persone la conoscenza delle caratteristiche funzionali della loro fertilità per poterla usare scegliendo di avere un figlio consapevolmente e autonomamente;

4. Operare un capovolgimento della mentalità corrente volto a rileggere la Fertilità come bisogno essenziale non solo della coppia ma dell’intera società, 
promuovendo un rinnovamento culturale in tema di procreazione;

5. Celebrare questa rivoluzione culturale istituendo il “Fertility Day”, Giornata Nazionale di informazione e formazione sulla Fertilità, dove la parola d’ordine 
sarà scoprire il “Prestigio della Maternità”.

Come si vede, il Ministero intende non tanto occuparsi della salute riproduttiva dei cittadini, ma «operare un capovolgimento della mentalità corrente» il cui fine è scoprire il «Prestigio della Maternità». Né si dimentichi che il 27 maggio scorso il ministro Lorenzin ha partecipato al Convegno Nazionale di Scienza & Vita, organizzato «in sinergia col Piano nazionale per la fertilità», che ha lanciato un «appello al mondo sanitario» affinché si impegni «nella ricerca di vere soluzioni ai crescenti problemi della fertilità, senza limitarsi alla messa a punto di “scorciatoie” tecnologiche (come molte delle tecniche di procreazione medicalmente assistita), poco efficaci e contraddittorie rispetto al significato profondo e personalistico della procreazione umana». (Dal comunicato finale di S&V, Associazione promossa dai vescovi italiani, consultabile su: http://www.scienzaevita.org/scienza-vita-alla-riscoperta-dellidentita-femminile/)

Sono queste le premesse che stanno alla base del Fertility Day, che non intende tanto informare, ma vuole «celebrare il capovolgimento della mentalità corrente» per subordinare le scelte della donna alle esigenze dell’intera società! Un programma che ricorda infausti tempi passati in cui le libertà delle donne erano conculcate.

La Consulta di Bioetica crede che questo tentativo ideologico non rientri nell’ambito del Ministero della Salute e solo una pesante ipoteca ideologica può indurre il ministro Lorenzin in questa direzione. Auspica che le risorse del Ministero siano impiegate più saggiamente e non in ossequio alle indicazioni fornite da Scienza & Vita.

Il Presidente
Maurizio Mori



Pisa, 01 settembre 2016


COMUNICATO STAMPA
 

Il Ministero della Salute per mano della Ministra Lorenzin ha indetto per il 22 settembre prossimo il “Fertility Day”, una giornata che - nata con l’intento di contrastare il basso tasso di natalità nel nostro Paese- è finita per essere qualcosa di molto diverso ossia l’invito  a fare figli e a farli da giovani assecondando il presunto implacabile tic tac dell’orologio biologico. A tale giornata immaginiamo non siano invitate le persone infertili, sterili, quelle che biologicamente non sono attrezzate per avere un figlio, quelle che semplicemente non lo vogliono e quelle che hanno esercitato l’inalienabile diritto di scegliere il momento riproduttivo in base alle proprie esigenze, desideri, possibilità. A corredare questa grande idea del Fertility Day una serie di ‘cartoline’, slogan promozionali con contenuti così palesemente ideologici e discriminatori che ci ricordano l’inettitudine della classe politica del nostro Paese in fatto di gestione e promozione della salute riproduttiva riecheggiando tra l’altro tempi assai bui in cui lo Stato imponeva senza tanti complimenti le condotte da tenere fuori e dentro le lenzuola. Le stesse ‘cartoline’ sono poi state celermente rimosse dal sito della Giornata dopo la valanga di proteste che è piovuta sull’iniziativa stessa e sulla sua promozione. Una di queste (sono ancora reperibili in rete) recitava “La fertilità è un bene comune”. E’ difficile trovare in una frase di sole sei parole così tante storture. Accenniamo almeno a due messaggi inaccettabili di questo slogan. Il primo messaggio associa in maniera rozza e ingiustificata il concetto di bene con la possibilità biologica di riprodursi. L’accostamento è inaccettabile non solo perché tende a discriminare e a tacciar di male chi riprodursi (in modo ‘naturale’! sic) non può o non vuole ma anche perché propone una fallacia naturalistica in piena regola che identifica l’essere con il dover essere: se tu sei fertile DEVI riprodurti, non c’è scelta ponderata e razionale che possa sottrarti a ciò che la ‘natura’ ha stabilito per te (con il suo correlato “se tu non sei fertile NON devi riprodurti).
Il secondo messaggio è far diventare una personalissima scelta riproduttiva come un affare di Stato che lungi dall’essere diritto esercitabile o meno deve rispondere a qualcosa che travalica l’individuo stesso divenendo una condotta socialmente rilevante e quindi giudicabile.
La Ministra Lorenzin, quella che non vuole l’educazione sessuale nelle scuole, che non rintraccia nessun problema nel fatto che l’obiezione di coscienza alla 194/78 corrode i diritti riproduttivi delle donne, ci dice oggi – da Ministro di uno Stato che dovrebbe essere Stato di diritto – chi dovrebbe fare cosa e anche quando.  Poi cancella le prove di questa sua linea di pensiero e d’azione (le cartoline) pensando di aver risolto tutto. Si cancellano le cartoline pensando di cancellare in questo modo responsabilità che invece le restano: quella di una giornata inutile e discriminatoria e quella di una manifesta incapacità a ricoprire il ruolo che le è stato affidato.

Seila Bernacchi
Coordinatrice Consulta di Bioetica ONLUS – sezione di Pisa

 

Iscriviti alla Consulta

Devolvi il 5 per mille alla Consulta

Ultime News

19/05/2017

SAVE THE DATE - Venerdì 26 maggio ore 18:00

“Genetica e tumori: prospettive e problemi”   Incontro con il professor Alberto...

03/05/2017

COMUNICATO STAMPA - Brave le PM di Milano!

  Continua l’espansione del diritto all’autonomia nel fine vita   Con una...

26/04/2017

SAVE THE DATE - Giovedì 27 aprile ore 18:30 a Firenze "TUTELA LA SALUTE"

Negare il diritto alla salute significa trasformare il cittadino in un cliente e considerare la...

24/04/2017

SAVE THE DATE - 17 maggio ore 21 a Vicopisano - "DIRITTI A VICO: LA LIBERTÀ E LA VITA. INCONTRO CON BEPPINO ENGLARO"

In concomitanza con l’istituzione del registro dei testamenti biologici la Sez. Pisana della...

ARCHIVIO NEWS

Consulta di Bioetica Onlus
via Po, 18 - 10123 Torino
tel: + 39 04 51 364

Facebook Twitter

Project & Infrastructure by sr(o)