Segnaliamo alcuni interventi di soci della Consulta di Bioetica in merito alla posizione della Società Italiana Cure Palliative sulla circolare esplicativa della Regione Piemonte in merito all’applicazione delle sentenze della Corte Costituzionale in materia di suicidio medicalmente assistito.

1. Livigni, Immacolato, Mori, Morini e Fiocca contestano la posizione della SICP, che ha chiesto di escludere i palliativisti dalla fase operativa del suicidio medicalmente assistito. Secondo gli autori, tale richiesta è deontologicamente illegittima: il dovere di cura non può essere subordinato alla tutela dell’immagine corporativa.
(Quotidiano Sanità, 5 maggio 2026)
Link all’articolo: Suicidio medicalmente assistito, escludere i palliativisti è immorale e contro la deontologia, la Sicp sbaglia
2. Il dr. Davide Mazzon, membro del Consiglio Direttivo della Consulta di Bioetica, interviene nel dibattito in corso proponendo sei tesi per un confronto razionale sul rapporto tra cure palliative e suicidio assistito. La posizione centrale: i due percorsi sono distinti ma non alternativi, e la richiesta di morte volontaria medicalmente assistita non può essere elusa dall’équipe curante, indipendentemente dalla qualificazione professionale dei suoi componenti.
(Quotidiano Sanità, 11 maggio 2026)
Link all’articolo: Cure palliative e suicidio assistito: percorsi distinti, confronto necessario
3. Il dr. Massimo Sartori, medico chirurgo e socio della Consulta di Bioetica, riflette sul paradosso del suicidio medicalmente assistito in Italia: un diritto riconosciuto dalla giurisprudenza costituzionale, ma ancora privo di una reale e uniforme possibilità di accesso. Un intervento che richiama il nodo etico, clinico e istituzionale dell’effettiva attuazione dei diritti nel fine vita.
(Quotidiano Sanità, 14 maggio 2026)
Link all’articolo: Suicidio assistito, il paradosso di un diritto riconosciuto ma non erogabile
4. Livigni, Immacolato, Mori, Morini e Fiocca tornano sul Quotidiano Sanità con una replica alla risposta della SICP, ribadendo e precisando la tesi della loro lettera del 5 maggio. Sottolineano che la critica non riguardava la SICP nel suo complesso, ma la specifica richiesta istituzionale di escludere i palliativisti dalla fase operativa del suicidio medicalmente assistito — scelta che, a loro avviso, si traduce inevitabilmente nell’abbandono del paziente nell’ultima fase della vita.
(Quotidiano Sanità, 19 maggio 2026)
Link al’articolo: Escludere i palliativisti dal suicidio assistito significa abbandonare il paziente
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«È una decisione meditata. Chi ha scelto di morire è sempre sereno e tranquillo»
(Corriere della Sera Milano, 13 maggio 2026)
Segnaliamo anche l’intervista rilasciata dal dr. Mario Riccio, membro del Consiglio Direttivo della Consulta di Bioetica, anestesista che ha assistito Piergiorgio Welby e Federico Carboni. Riccio riflette sulla sua esperienza con sei dei quattordici casi italiani di suicidio medicalmente assistito e sottolinea che le scelte dei pazienti sono sempre ponderate e serene, e auspica linee operative chiare e personale medico sufficiente a gestire tutte le richieste.
Link all’articolo: Milano, Mario Riccio (il medico di Welby): «Sul fine vita la decisione dei pazienti è meditata. Chi ha scelto di morire è sempre sereno e tranquillo» | Corriere.it
