Dichiarazione di Acquaroli sul suicidio medicalmente assistito

Comunicato stampa n.5/2026

 

Esprimiamo disappunto per le dichiarazioni del Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, riportate dal Resto del Carlino il 5 settembre 2026, con cui esprime contrarietà a un intervento legislativo regionale sul suicidio medicalmente assistito, “perché ogni singolo momento conta”. Al contrario, se “ogni singolo momento conta”, conta a maggior ragione il tempo di chi vive una sofferenza intrattabile e irreversibile.

Rispettiamo le sue convinzioni personali, ma un presidente di Regione ha una responsabilità istituzionale. La Corte costituzionale, con le sentenze 204/2025 e 148/2026, ha chiarito che le Regioni possono adottare misure organizzative e procedurali sul suicidio medicalmente assistito, nel rispetto delle competenze statali, sulla base dei criteri che la Corte stessa ha formulato nelle sentenze 242/2019 e 135/2024. Non si tratta di sostituirsi al Parlamento, ma di garantire, a chi ritenga di possedere i requisiti, di presentare la propria richiesta, essere valutato e ricevere una risposta attuativa in tempi ragionevoli.

Non è l’intervento regionale a produrre “frammentazione”: è l’assenza di procedure chiare a rischiare di produrre iniquità territoriali. In una Regione che ha già affrontato con difficoltà il primo caso di suicidio medicalmente assistito legale in Italia, non è sufficiente dichiarare che il tema “non era nel programma elettorale”.

 

Eugenio Pucci
Vicepresidente della Consulta di Bioetica

 

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