“Su se stesso, sul proprio corpo e sulla propria mente,
l’individuo è sovrano.”

John Stuart Mill, La libertà

COMUNICATO STAMPA


Testamento biologico: un passo avanti e tre indietro!
 

Delusione per un emendamento che svuota il diritto all’autodeterminazione del cittadino e ripropone i privilegi della classe medica.

Come era facile prevedere, la discussione del progetto di legge sulle Direttive Anticipate di Trattamento o Testamento Biologico, rischia di raggiungere livelli di inadeguatezza che non si erano toccati neanche in occasione della discussione del cosiddetto Decreto Calabrò che qualcuno definì un “obbrobrio giuridico”.

A parte l’ecumenica condanna del sintagma “accanimento terapeutico”, che andrebbe abolito dal lessico della bioetica, per essere sostituito dal meno ambiguo “terapie futili”, è evidente che il limite alle terapie non lo definisce il medico ma il paziente, e che non esiste una “scala di valutazione” che determini quando finiscono le terapie appropriate e condivise e iniziano quelle inutili e non condivise.

 

Basta leggere la bozza in discussione in Parlamento per individuare facilmente le porte aperte all’obiezione di coscienza dei Medici, a cui si aggiunge, a leggere i resoconti giornalistici, l’obiezione “di istituto” da parte degli Ospedali Cattolici (esiste una medicina Cattolica, una Laica, una Protestante?)

Questo ultimo aspetto, l’obiezione di istituto, è veramente grave, basta vedere come sia già stata sperimentata e con successo per la legge 194.

Quello che colpisce in tutto questo panorama, è il silenzio della classe medica, subalterna e complice di questa politica irresponsabile, classe medica che dovrebbe essere al centro del dibattito come protagonista.

È del tutto evidente il pesante intervento delle Gerarchie Cattoliche in questo dibattito, intervento che va oltre il normale confronto di idee, ma rappresenta una forte interferenza nelle vicende politiche e civili del nostro paese.

 

La Consulta di Bioetica ritiene che se il dibattito dovesse proseguire su questa linea, forse è meglio augurarsi che questa legge non venga mai approvata: meglio nulla che una pessima legge.

 

Maria Teresa Busca, Direttivo Consulta di Bioetica onlus

Giacomo Orlando, Direttivo Consulta di Bioetica onlus

 

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