“Su se stesso, sul proprio corpo e sulla propria mente,
l’individuo è sovrano.”

John Stuart Mill, La libertà

SAVE THE DATE: Roma, 26 novembre 2013 - Incontro su neuroscienze e potenziamento morale


26 novembre 2013 ore 19:30 – libreria assaggi
Roma, Via degli Etruschi 4/14
 

Neuroscienze e potenziamento morale: riflessioni etiche e scientifiche





Maurizio Balistreri, filosofo morale, Università di Torino

Gilberto Corbellini, storico della medicina, “Sapienza” Università di Roma
 
Moderatrice: Antonella Ficorilli, Coordinatrice Consulta di Bioetica sez. Roma

 

In questi ultimi anni all’interno del dibattito scientifico ed etico più generale riguardante le prospettive di potenziamento delle capacità umane (ad esempio, resistenza agli attacchi degli agenti patologici, capacità cognitive, tra cui capacità di attenzione o di memoria, o capacità di sentire meno la fatica o avere maggiore resistenza agli sforzi) è emerso il tema del cosiddetto “potenziamento morale”, o meglio “biopotenziamento morale”, vale a dire la possibilità di intervenire a livello biologico per migliorare disposizioni morali come l’altruismo o il senso di giustizia oppure ridurre tratti della personalità che aumentano la tendenza a comportamenti violenti o aggressivi. Una tale prospettiva si è configurata grazie agli avanzamenti nella comprensione delle basi biologiche della morale, si pensi che oggi ad esempio sappiamo che l’ossitocina è un ormone che favorisce il comportamento altruistico. L’obiettivo di questo ambito di ricerca, pertanto, è quello di rendere le persone più buone mediante l’impiego di “biomiglioramenti” al fianco dei mezzi tradizionali già usati per sviluppare ed accrescere le capacità morali, quali quello dell’educazione. Secondo alcuni studiosi è importante proseguire nell’approfondimento di questo tema soprattutto se si considera che la presenza dei comportamenti immorali è ancora molto elevata ed inoltre sempre più crescenti sono le minacce che i progressi della scienza e della tecnologia pongono all’umanità – si pensi alle armi di distruzione di massa – le quali necessitano di essere bilanciate da un miglioramento delle disposizioni morali degli agenti. Dinanzi a questa nuova sfida per la scienza e l’etica molte sono le questioni che si sollevano e che richiedono un’attenta riflessione, tra queste: la sicurezza e l’efficacia di tali miglioramenti, la loro accettabilità morale, la possibilità di ricorrervi da parte di tutti e un’equa distribuzione, il loro possibile impiego nell’educazione morale dei bambini, i benefici che potrebbero apportare nei termini di un mondo migliore in cui vivere e nello stesso tempo la loro eventuale minaccia per la nostra libertà di agire.

 

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